Sito ufficiale del comune di
Carobbio degli Angeli
Provincia di Bergamo
Piazza A. Locatelli, 1
CAP 24060
Carobbio degli Angeli
Tel. 035 4276211
Fax 035 953518
E-mail info@comune.carobbio.bg.it
 
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Conoscere Carobbio degli Angeli


Carobbio degli Angeli è un paese felicemente collocato tra pianura e collina, situato all’inizio della Valle Calepio, a 232 metri sul livello del mare, con una superficie di 6,67 KMq e con una popolazione, al 31.12.2004, di 3987 abitanti.

Si trova a 14 km circa da Bergamo ed è attraversato da strade che lo collegano alla città stessa, a Sarnico, Trescore ed a tutta la Val Cavallina, oltre a Telgate, Calcinate ed alla pianura bergamasca.

Protetto dai colli, il paese gode di un clima temperato, al riapro dai venti, con punte termiche che oscillano tra i - 4/ - 5 in inverno ed i + 28 / + 30 in estate; temperature più fredde o più torride sono presenti solo in anni eccezionali e per pochi giorni.
E’ inoltre bagnato dal fiume Cherio (che proviene dal lago di Endine ed attraversa la Valle Cavallina) e dalla roggia Bolgara dallo stesso derivata.
Il territorio del Comune di Carobbio degli Angeli è costituto dal capoluogo, Carobbio, e dalle frazioni di Santo Stefano degli Angeli e Cicola.

Storicamente, il Comune di Carobbio, divenne autonomo dal comune di Gorlago verso la fine del XVIII secolo, diversamente da Santo Stefano, comune libero e governante dai tempi più lontani.
Nel 1928 poi, Carobbio e Santo Stefano, con i diversi agglomerati quali Cicola, Tresolzio, Torrazzo e Duria, vennero accorpati in una nuova Entità Amministrativa, denominata, per l’appunto, Carobbio degli Angeli.

I nomi della toponomastica locale sono molto antichi e compaiono in atti precedenti l’anno Mille. Il toponimo Carobbio, ad esempio, si perde nella notte dei tempi, derivando da forme prelatine, etrusche o celtiche, in quanto il prefisso “Kar” significa pietra-ghiaia, con riferimento sia alle numerose cave dei colli, sia alle deiezioni ghiaiose del Cherio. Per cui Carobbio significherebbe, dal lontano passato, paese ricco di (o costruito sulla) pietra o di ghiaia.

Tutti i reperti archeologici, presenti nel Museo Archeologico di Bergamo (piazza Cittadella, 9) e provenienti dai numerosi scavi di ieri e oggi, ci parlano delle genti che qui vissero nella lontana preistoria, al tempo di Roma o nel periodo medioevale.

Carobbio, come detto comune con Gorlago al tempo delle fazioni, fu di parte ghibellina e, guidato dalle nobili famiglie dei Lanzi e dei Suardi, visse i tragici avvenimenti che nei primi secoli dopo il mille insanguinarono la Bergamasca ed oggi ricordati come “Storia”. Le numerose costruzioni in pietra e le case-torri ancora presenti sul territorio, sono tacite testimoni di quegli anni violenti.

I centri storici delle tre comunità, come le Chiese parrocchiali, le case nobiliari, le Chiesette e le Santelle, sono ancora lì a ricordare alla gente di oggi la vita del tempo che fu, quando la quasi totalità degli abitanti lavorava nei campi da mattina a sera per guadagnarsi il pane quotidiano.

Le circa settanta vie, le numerose piazze, i viali alberati, i monumenti, le molte ville, l’arredo urbano, il lungo elenco di diplomati e laureati sono la testimonianza del notevole progresso urbanistico, civile, economico, sociale e culturale raggiunto dal Comune di Carobbio degli Angeli.

Quello attuale è pertanto un comune attivo, ricco di aziende agricole, artigianali ed industriali, che non conosce disoccupazione, ma che dà lavoro a numerosi immigrati extracomunitari ed a molti cittadini dei paesi limitrofi.
La comunità civile, oltre all’imprenditorialità, è ricca di risorse sociali che si concretizzano in numerose associazioni sportive, ricreative, combattentistiche e di volontariato.

Il paese merita certamente una visita per ammirare il Castello degli Angeli, un tempo sede del Convento dei Carmelitani di Mantova e, ancor prima, fortezza dei Lanzi; i palazzi Riccardi, Testa-Sella e Suardo; la parrocchiale di Carobbio dedicata a S. Pancrazio, con i dipinti dello Zucco, del Litterini e di B. d’Aquila, oltre alla statua della Madonnina risalente al XIV / XV secolo; la parrocchiale di Santo Stefano dedicata al Santo omonimo e quella di Cicola, ardita nella sua architettura moderna. Oltre che per ammirare e godere, soprattutto nella zona collinare, del suo paesaggio naturale tanto caro ai carobbiesi.




Abitanti:
4056

Altezza s. l. m.:
232



   
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